1. Giovedì Santo: CORPO

Approfondimenti dalle serate «Senti che...»

Le parole e i temi evocati nelle nostre serate possono aprire spazi enormi di riflessioni, collegamenti, idee. Useremo queste pagine per raccogliere alcuni spunti preziosi usciti nelle dirette Instagram e nelle vostre condivisioni, e un po’ di materiale utile per continuare ad approfondire .


CORPO

Giovedì santo “entriamo nella Pasqua” a partire dal cenacolo. Gesù e i suoi più intimi seguaci sono riuniti in un LUOGO per consumare la CENA più santa per gli ebrei, la cena pasquale, che fa memoria della liberazione del popolo di Israele dalla schiavitù dell’Egitto.

Gesù si aggancia alla tradizione antica ma crea qualcosa di nuovo, l’eucarestia. Prende il pane e dice «Questo è il mio corpo, che è dato per voi; fate questo in memoria di me». Mentre Mt Mc e Lc raccontano di un corpo e sangue donato nel pane e vino, Giovanni racconta il donarsi con un altro gesto: il Signore Gesù si china a lavare i piedi dei suoi discepoli. Vi ho dato un esempio, perché anche voi facciate come me.

Abbiamo scelto la parola CORPO come simbolo del giovedì santo, e come centro di gravità su cui far ruotare le vostre condivisioni.

  • Corpi che si radunano in un tempo, in un luogo;
  • corpi liberati dalla schiavitù;
  • Prendete questo è il mio corpo;
  • cibo per la fame del corpo;
  • corpo che si piega, lava altri corpi, ama nella concretezza.
  • Corpo che si dona anche nel sangue, che qui, attraverso il vino, anticipa già il sacrificio del venerdì sulla croce.

La word cloud creata da voi


GRAZIE ai vostri contributi…

In ordine sparso, mettiamo qui alcuni riferimenti relativi alle condivisioni di Lunedì 15 febbraio.

Il catino di acqua sporca

Se dovessi scegliere
una reliquia della Tua Passione,
prenderei proprio quel catino
colmo d’acqua sporca.
Girare il mondo con quel recipiente
e ad ogni piede
cingermi dell’asciugatoio
e curvarmi fino a terra,
non alzando mai lo sguardo oltre il polpaccio
per non distinguere
i nemici dagli amici,
e lavare i piedi del vagabondo,
dell’ateo, del drogato,
del carcerato, dell’omicida,
di chi non mi saluta più,
di quel compagno per cui non prego più,
in silenzio,
perché tutti capiscano il tuo amore
nel mio.
Madeleine Delbrêl


per approfondire il tema della teologia del corpo di S. Giovanni Paolo II

  


L’ultima cena di Tintoretto (al museo della Cattedrale di Lucca)


La testimonianza della ballerina Simona Atzori (qui il video)


Il minotauro, di George_Frederic_Watts


 

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